sabato 18 febbraio 2017

Lezione di Colore

Farrow & Ball è uno storico marchio britannico, fondato nel 1946 da John Farrow e Richard Ball; è conosciuto a livello mondiale per essere tra le aziende produttrici di vernici quella che maggiormente riesce a cogliere, ed ad influenzare, le tendenze  in fatto di colori.
Di recente mi è capito di vedere nominato Farrow & Ball in "Eccomi" ultimo romanzo di uno degli scrittori più letti del momento, Jonathan Safran Foer; lo scrittore lo inserisce nella lista dei brand considerati dalla classe media americana "il meglio di tutto".

Ma vediamo quali sono i consigli ed i trucchi che gli esperti di questo marchio ci rivelano nel loro catalogo, che contiene delle vere e proprie lezioni sul colore.
  
Il colore non è un semplice rivestimento ma deve dare forma alla casa e per questo, spiegano, le loro vernici sono ricche di pigmenti ed hanno un alto potere di riflessione della luce. 
Proprio la provenienza e l'intensità della luce sono fondamentali per la scelta del colore delle pareti di una stanza.

Ad esempio se un ambiente è di ridotte dimensioni ed è esposto a nord è inutile cercare di aumentarne la luminosità: la strategia giusta è quella di mettere in risalto il carattere intimo con un colore forte come il grigio scuro: ad esempio il loro Down Pipe.


Farrow & Ball is a historic British brand, founded in 1946 by John Farrow and Richard Ball, known worldwide for being number one of the producers of paint that can better grasp, and to influence, the trends in terms of colors.
Recently I got to see appointed Farrow & Ball in "Here I am" last novel of one of the most read writers of the moment, Jonathan Safran Foer; the writer puts it in the list of the brands considered by the American middle class "the best of everything."

But let's see what are the tips and tricks that the experts of this brand reveal in their catalog, which contains some real lessons on color.
Color is not a simple coating but must give shape to the house and for that, they explain, their paints are rich in pigments and have a high reflectivity of light.
Its provenance and light intensity are essential for choosing the color of the walls of a room.

For example, if an environment is small and is exposed to the north it is useless to try to increase the brightness: the right strategy is to increase the intimate character with a strong color such as dark gray as Down Pipe.

Down Pipe

Se la stanza è esposta a sud si dovrebbe esaltare la luce calda che penetra dalle finestre con tonalità soffici come il Dimpse, un grigio luminoso con fresche sfumature del blu.

If the room faces south should enhance the warm light that penetrates the windows with soft shades like Dimpse a light gray with fresh shades of blue.

Dimpse

Per le stanze esposte ad ovest consigliano invece colori capaci di esaltare la luce fredda della mattina e le tonalità calde della sera come Pointing, che prende il nome dalla calce usata nella muratura tradizionale.

For rooms exposed to the west they advise colors that can enhance the cold light in the morning and the warm tones of the evening as Pointing that takes its name from the lime used in traditional masonry.

Pointing

Per quelle che si affacciano ad est, in cui domina la luce fredda, sono adatti i colori leggeri come Pale Powder, meglio se abbinato a sfumature più scure, come quelle di Dix Blue (una tonalità vagamente vintage), per cornici e boiserie che fanno apparire per contrasto le pareti più chiare. 

For those facing east, dominated by the cold light, are suitable light colors like Pale Powder, best when paired with darker shades, like those of Dix Blue (a vaguely vintage shades), for frames and boiseries that make contrast with the lighter walls.

Pale Powder

 Dix Blue

Presto un'altra lezione. Rimanete sintonizzati!

Soon another lesson. Stay tuned!

giovedì 9 febbraio 2017

Lunga vita alla carta!

Da un mese Arianna ci ha lasciati. Chi come me ha avuto la fortuna di conoscerla non dimenticherà la sua intelligenza, la sua sensibilità e la sua creatività.
Il mio modo di ricordarla è riproporvi l'intervista che le ho fatto poco più di un anno fa; Arianna ci ha parlato della sua passione per la carta e di come, ancora oggi, possa essere uno strumento di espressione della creatività.
Ciao Ary. 

Ho incontrato Arianna Miconi alla mostra mercato che si è svolta a Roma nell'elegante conservatory dell'hotel Villa S. Pio all'Aventino e sono rimasta affascinata dalle sue poetiche creazioni in carta, a metà tra arte ed artigianato.
Ho colto l'occasione per farle qualche domanda, per conoscere meglio lei e lo scrapbooking (creazione di album con ritagli e frammenti di carta, fotografie e disegni per conservare in maniera creativa i ricordi)

Arianna, raccontaci qualcosa di te e di come nasce la tua passione per la carta.
Le prime certezze sulle mie capacità le ho avute dal disegno.
Mi ricordo che già alle elementari trascorrevo gran parte del mio tempo libero, matita e blocco Fabriano, riproducendo la meravigliosa arte che sfogliavo nei ‘Maestri del colore’ di papà.
Le maestre appendevano i miei disegni in classe e ripensandoci non sembravano fatti da una bambina.

Come hai imparato e da cosa trai ispirazione per le tue creazioni?
Sono diventata una grafica e da sempre lavoro al computer ma la carta è un’altra storia. Per me è viva, la scrittura parla di noi anche nei suoi segni grafici. Mi è sempre piaciuto rilegare dei quaderni illustrati da regalare agli amici come se volessi spingerli a scrivere. Scrivere per ricordare avvenimenti della nostra vita, ma anche per fare introspezione e scavare nei pensieri per trovare i nostri desideri più veri.
Credo che tenere un diario sia un valido aiuto nel lavoro quanto nella vita privata.
Lo scrapbooking l’ho scoperto un paio d’anni fa in rete.
You tube ha centinaia di video e di tutorial che vanno dal collage al mix-media, all’art journaling.. Ce n’è per tutti i gusti!

Cosa significa per te lavorare con la carta?
Rendere visibile e tangibile il nostro mondo interiore.

Che tipo di materiali utilizzi (nuovi o di riciclo)?
Utilizzo tutto quello che raccolgo.
Dai materiali nuovi (un po’ costosi perché quasi tutti d’importazione) alle meravigliose scatole che si possono trovare, in orario di chiusura, accatastati accanto all’entrata delle boutique in centro.

Prima di realizzare  un lavoro fai un progetto o segui l'ispirazione strada facendo?
Dipende: di solito se lavoro a un progetto su commissione ho poco tempo ed è utile pianificare.
Se lavoro per me mi lascio completamente libera, il mio journal è più un posto dove sperimentare che altro.

Quando vedi un foglio di carta immagini già cosa potrà diventare?
Certo! Ho una vera passione per le scatole di pasta e cereali che diventano le copertine di molti miei album.


Pensi che nell'era digitale la carta abbia ancora un futuro? 
Sono convinta che la carta abbia ancora lunga vita.
Sfogliare le pagine di un libro, appuntare le nostre preferenze al margine, lo rende parte di noi.
Adoro il computer perché è un mezzo meraviglioso ma un libro, un diario, un album di schizzi, se vogliamo, possiamo stringerlo al cuore.

 English text at the bottom



















 
  
Long life to the paper! 

I met Arianna Miconi in the trade show which was held in Rome in the elegant conservatory of the Hotel Villa San Pio and I was fascinated by his poetic creations in paper,  between art and craft.
I took the opportunity to ask her  a few questions to learn more about her and the scrapbooking (creating albums with clippings and pieces of paper, photographs and drawings to preserve memories in a creative way)

Arianna, tell us a little about yourself and how did your passion for paper.
I had the first certainty on my ability  from the drawing.
I remember in elementary school I spent most of my free time, pencil and Fabriano pad, reproducing the wonderful art that I saw  in the 'Masters of color' of my  father.
The teachers hung my drawings in the classroom and in retrospect did not seem made by a child

How did you learn and what draws inspiration for your creations?
I am a graphic and from longtime I work with the computer but the card is another story. I think it's alive, writing speaks to us even in its graphic signs. I always liked to bind the picture books to give to friends as if I wanted to encourage them to write. The write to remember the events of our life, but also to dig in introspection our thoughts to find our truest desires.
I believe that keeping a journal is a great help in the work as in private life. I discovered the  scrapbooking a few years ago in the network.
In Youtube you can try hundreds of videos and tutorials ranging from collage to mixed media and art journaling .. There's something for everyone!

What it means to work at the paper?
It make visible and tangible our inner world.

What type of materials do you use (new or recycled)?
I use everything I collect.
New materials (a little expensive because almost all imported), beautiful boxes that can be found, at closing time, stacked next to the entrance of the boutique in the center, etc.

Before making a job do you prepare a project or do you prefer to follow the inspiration along the way?
It Depends: usually when I work on a project commissioned I have little time and is helpful to plan.
If I work for myself, I let me completely free, my journal is a place to experiment. 

Do you think the paper will still have a future?
I am convinced that the paper will still have a long life.
Turn the pages of a book, write down our preferences at the margin, this makes it part of us.
I love the computer because it is a wonderful medium, but a book, a journal, a sketchbook, if we want to, we can tighten it  to the heart.


sabato 4 febbraio 2017

Matrice

La natura genera materia e grazie all'opera dell'artista si trasforma in arte in un ciclo continuo senza soluzione di continuità.
Questa è l'essenza dell'opera di Giuseppe Penone esposta a Roma al Palazzo della Civiltà italiana. 
La mostra, visitabile gratuitamente fino al 16 luglio 2017, è curata da Massimiliano Gioni e prende il nome da una delle opere dell'artista esposte: Matrice.
La natura non è mera fonte d'ispirazione per l'artista ma sostiene l'arte e la cultura, ne è la base (metafora espressa in Foglie di pietra dai capitelli poggiati sui rami, opera del 2013) L'uomo non può dominarla ma da Lei può apprendere; così in Essere Fiume del 2010 Penone riproduce perfettamente, ricreandola in marmo, una roccia naturale.
In Ripetere il bosco l'artista  scolpisce  tronchi e rami partendo da travi in legno prodotte dall'uomo, invertendo il processo consueto  di realizzazione di un manufatto di cui generalmente l'elemento naturale è materia prima, divenendone in questo caso il prodotto finale; quindi il ciclo può essere invertito ma non interrotto.
E la natura può farsi anche strumento d'arte come in Spine d'acacia-Contatto del 2006 in cui Penone rappresenta un volto su tela delineandolo con migliaia di spine. 
Fa da sfondo a tutto questo l'architettura metafisica del suggestivo edificio razionalista che a Roma tutti conoscono come il "Colosseo  quadrato"  che con le sue linee e rigide proporzioni geometriche si contrappone e allo stesso tempo esalta l'opera organica dell'artista. 


The nature generates matter and through the artist's work becomes art in a continuous cycle without solution of continuity.
This is the essence of the work of Giuseppe Penone exhibited in Rome at the Palace of Italian Civilization.
The exhibitio, visited free of charge until 16 July 2017, is curated by Massimiliano Gioni and takes its name from one of the artist's works on display: Matrix (Matrice).
Nature is not merely a source of inspiration for the artist but supports art and culture, it is the their basis (metaphor expressed in "Stone leaves" (work of 2013) The umanity can not dominate but from she can learn;  so in "Being River" Penone plays perfectly with marble recreating a natural rock.
In "Repeat the forest" the artist carves trunks and branches starting from wooden beams produced by man, by reversing the usual process of realization of an artifact referred to generally the natural element is the raw material, becoming in this case the final product; then the cycle can be reversed but not interrupted.
And nature can also be  tool of art as a in "Acacia's thorns" where Penone design a face on canvas with thousands of thorns.
Is the background to all this the metaphysical rationalist architecture of the impressive building  that in Rome everyone knows as the "Square Colosseum" which, with its rigid lines and geometric proportions, contrasts and at the same time enhances the artist's organic work.














Il curatore della mostra Massimiliano Gioni intervistato da alcune giornaliste



domenica 15 gennaio 2017

Un po' di Londra ma non troppo

Questa strada di Roma è stata spesso utilizzata come set cinematografico per il suo fascino e per la sua atipicità rispetto al tessuto urbano dei quartieri più centrali della città.
Denominata dai romani "piccola Londra" è una strada pedonale del quartiere Flaminio (precisamente via Bernardo Celentano) chiusa da due cancelli ma accessibile ai visitatori; per molti ricorda alcune strade della capitale britannica perché è costeggiata da case basse, dalle facciate colorate e decorate, ciascuna con il proprio piccolissimo giardino recintato con cancellate in ferro.
A molte di esse si accede con brevi scale e attraverso portoncini in legno dall'aspetto molto British.

In realtà le facciate ad intonaco, la scelta di materiali durevoli anche se economici, e di motivi decorativi come lesene ed incorniciature realizzati in stucco, è proprio della tradizione romana, ed in particolare del Barocchetto Romano, tentativo di rendere più gradevole l'edilizia residenziale. 

Dalle informazioni che ho raccolto, ma mi riprometto di approfondire l'argomento, sembrerebbe essere stata progettata da Quadrio Pirani nel primo decennio del novecento, uno dei maggiori esperti dell'epoca nella progettazione di edilizia residenziale pubblica, popolare e non.

Oggi la strada ci affascina per la sua tranquillità e per l'inaccessibilità da parte delle auto che ne fa un'oasi in un quartiere bello ma caotico ed intensivo come il Flaminio.

A bit 'of London but not too much
This road of Rome has often been used as a film set for his charm and his to be atypical compared to the urban fabric of the most central districts of the city;
called by the Romans "Little London" is a pedestrian street in the Flaminio district (specifically via Bernardo Celentano) closed by two gates, but accessible to visitors; for many peoples it reminds some streets of the British capital because it is lined with low houses, with colored and decorated facades, each with its own small fenced garden with iron gates.
A lot of them are accessed with short stairs and through very British wooden doors.

In reality the choice of durable materials even if cheap, and decorative designs as pilasters and framing made of stucco, is proper to the Roman tradition, and in particular of the Roman Barocchetto, a attempt to make the housing more pleasant.

From the information that I have gathered it would seem to have been designed by Quadrio Pirani in the first decade of the twentieth century, a leading expert in the era of public housing design, popular and otherwise.


Today the street is fascinating for its tranquility and the inaccessibility by car which makes it an oasis in a nice but chaotic and intensive neighborhood as the Flaminio.

















sabato 31 dicembre 2016

Felice 2017 da Ecce Home

Happy New Year !