venerdì 27 maggio 2016

Suggestioni mediterranee

Finalmente arriva l'estate che per me è sinonimo di mare. Il mio mare, ovviamente, il mar Mediterraneo (Mare Nostrum per i Romani), che non è solo natura e paesaggi, ma anche uno stile di vita, di cucinare ed un gusto estetico tutto particolare ricco di contaminazioni di sfumature e di storia.
Una fonte d'ispirazione per architettura, arredamento e decor.
Guardate queste foto basta un week end in Costiera Amalfitana per innamorarsene perdutamente...

Mediterranean suggestions
Finally the summer, that for me is synonymous with the sea, comes. 
Synonimous of my sea, of course, the Mediterranean Sea (Mare Nostrum for Romans), that is not only nature and landscapes, but also a lifestyle, a kind of cooking and a very special  aesthetic taste, rich of shades, contamination and history.
A source of inspiration for architecture, furnitures and decor.
Look at these pictures, a weekend in the Amalfi Coast is enough to fall madly in love ...







 









Foto di Ecce Home


sabato 21 maggio 2016

Passeggiando nel Roseto Comunale di Roma

Angeline, Eureka, Parfum de Nuit, Abracadabra, Rinascimento, Mary Ann, Virna Lisi  sono alcuni dei nomi delle oltre 1.100 varietà di rose botaniche, provenienti da tutto il mondo, antiche e moderne, che si possono ammirare al Roseto Comunale di Roma, alle pendici dell'Aventino in un'area destinata originariamente al cimitero ebraico, trasferito nel 1934 al Verano (i vialetti che dividono le aiuole seguono il disegno della menorah, il candelabro a sette bracci simbolo dell'ebraismo).

Già gli antichi Romani ammiravano particolarmente le rose e le utilizzavano non solo per ornare i giardini ma anche per produrre cosmetici e per curare alcuni malanni come l'insonnia ed il mal di stomaco. La rosa canina veniva invece utilizzata per curare le persone colpite dalla rabbia (idrofobia).
Durante le feste ed i banchetti le rose venivano utilizzate come simbolo di lusso e potere anche sotto forma di pioggia di petali che, nascosti in controsoffitti, venivano lasciati cadere sugli invitati. La pioggia talvolta era così intensa da trasformarsi in tragedia.
Le rose in un primo momento arrivavano principalmente dall'Egitto, viaggiando su navi per circa 15 giorni, da Alessandria ad Ostia.
In seguito furono impiantate coltivazioni di rose sopratutto vicino a Napoli nella zona dei Campi Flegrei, dove fiorivano tutto l'anno sfruttando, per scaldare le serre durante le stagioni fredde, l'acqua calda delle sorgenti naturali di quelle aree vulcaniche.

Di queste ed altre  curiosità potrete venire a conoscenza passeggiando in questo profumatissimo giardino a due passi dal Circo Massimo, ma solo dalla fine di aprile ai primi di giugno.
Durante il resto dell'anno il roseto rimane chiuso al pubblico ma il mantenimento della collezione comporta un continuo lavoro di manutenzione: scerbatura, potatura, concimazione, sfioritura, e la lotta contro i temibili  parassiti e funghi nei confronti dei quali le rose sono così sensibili da essere utilizzate come piante "spia" in molti vigneti.

Non perdete l'occasione di fare un viaggio nella storia che coinvolge vista ed olfatto e da cui, certamente, non rimarrete delusi.

Walking in the Rose Garden of Rome
Angeline, Eureka, Parfum de Nuit, Abracadabra, Renaissance, Mary Ann, Virna Lisi are some of the names of more than 1,100 varieties of botanical roses from around the world, ancient and modern, that can be admired at the Rome Municipal Rose Garden, in the Aventine hill in an area originally destined to the Jewish cemetery, transferred in 1934 to Verano (the paths that divide the flower beds follow the design of the menorah, the candelabrum with seven arms symbol of Judaism).

The Romans were particularly admired the roses and they used them not only to adorn the gardens but also to produce cosmetics and to cure certain ailments such as insomnia and stomach ache. The wild rose  was used to treat people affected by rabies (hydrophobia). During the banquets  the roses were used as a symbol of luxury and power even as rain of petals; hidden in false ceilings, were dropped on the guests and  sometimes the rain was so intense that turn into tragedy.
Roses at first came mainly from Egypt, traveling on ships for 15 days, from Alexandria to Ostia.
Following were planted rose crops especially near Naples in the Campi Flegrei area, where it bloomed all year using, to heat the greenhouses during the cold seasons, the hot water of the natural springs of the volcanic areas.

Of these and other curiosities you can become aware strolling around this fragrant garden, near the Circus Maximus, but only from late April to early June.
During the rest of the year the rose garden is closed to the public but the maintenance of the collection involves continuous maintenance work: weeding, pruning, fertilizing, withering, and the fight against dangerous pests and fungus against which the roses are so sensitive to be used as "indicator" plants in many vineyards.

Do not miss the chance to take a journey through history that involves sight and smell, and from which, certainly, you will not be disappointed.
 


 Henry Matisse  Francia 1993

Sole e Luna  Italia 2015 

Meimozahiq Francia 2011 

 Eureka Francia 2012

 Nette Rosemarie Rep. Ceca 2000





 Angeline  Francia 2011

 Suni Italia 1993

Parfum de Nuit (origine sconosciuta)

 Dorgoja Francia 2003

 Abracadabra  Germania 2004

 Mary Ann  Germania 2014

 Rinascimento Italia 1989



 Philippe Noiret  Francia 1986

 Bordeaux Germania 2014

Virna LisiFrancia 1989 

 Shone Maid  Germania 2004


mercoledì 11 maggio 2016

India ed il meraviglioso mondo di Alice

Dell'architetto e designer  India Mahdavi ho già scritto qui. Di "Alice nel paese delle Meraviglie" e di come, a distanza di 150 anni dalla sua pubblicazione, ancora oggi sia uno tra i libri più letti oltre che una fonte d'ispirazione per l'arredamento ho parlato qui.
Oggi voglio raccontarvi di come India ha interpretato il mondo di Alice nella VitraHaus di Weil am Rhein (nell'edificio dell'azienda Vitra progettato da Herzog & de Meuron) utilizzando pezzi classici come il Freeform Sofa e contemporanei come il Mariposa Sofa prodotti dall'azienda svizzera.
La designer ha scelto di rappresentare il meraviglioso mondo di Alice utilizzando il rosa come tinta dominante ed affiancando i pezzi di design con oggetti "fuori scala" come una gigantesca teiera all'interno della quale ci si può accomodare, o come le minuscole sedie e poltrone (miniature di prodotti di Vitra) sparse sul terrazzo. Elefanti (Eames), conigli, enormi girasoli, citazioni dal libro alle pareti, e le nuvole di Frank O' Gehry (Cloud di Belux) completano la scena contribuendo a creare un'atmosfera da sogno.
Vogliamo dare un'occhiata?

India and the wonderful world of Alice
I've already written here about the architect and designer India Mahdavi . I have talked here about "Alice in Wonderland" and how, 150 years after its publication, still is one of the most widely read books, and an inspiration for decoration.
Today I want to tell you about how India Mahdavi has interpreted the world of Alice in the VitraHaus in Weil am Rhein (in the  building of the company Vitra designed by Herzog & de Meuron) using classical pieces such as Freeform Sofa and contemporary as the  Mariposa Sofa, produced by the company Switzerland.
The designer chose to represent the wonderful world of Alice using the pink color as the dominant hue and puting  alongside the designer pieces with objects "out of scale" like a giant tea pot in which you can sit, or how the tiny chairs and armchairs (miniatures of Vitra products) scattered on the terrace. Elephants (Eames), rabbits, huge sunflowers, and quotes from the book on the walls complete the scene helping to create a dreamlike atmosphere.
We want to take a look?




















mercoledì 4 maggio 2016

"Triumphs and Laments" a Roma


Dopo aver firmato all'interno della stazione Toledo di Napoli (che molte testate giornalistiche internazionali hanno definito la più bella stazione d'Europa) la statua equestre  in acciaio corten e due grandi mosaici realizzati dal mosaicista Costantino Aureliano, l'artista sudafricano William Kentridge ha creato un'altra grande opera a scala urbana:"Triumphs and Laments"  .

Realizzata a Roma, sui muraglioni del Tevere tra ponte Sisto e ponte Mazzini, all'altezza di Trastevere, ed inaugurata il 21 aprile 2016, celebra la Città Eterna, tra vittorie e sconfitte, mediante 80 gigantesche figure rappresentative, che come frammenti rinvenuti e disposti a formare un fregio lungo 500 metri, ne raccontano la  storia, non in ordine cronologico ma secondo il personale punto di vista dell'artista che parte dall'assunto  "Il trionfo di qualcuno implica sempre la sconfitta di qualcun'altro". 

La Vittoria alata che va in frantumi, un grande ritratto del Duce, Santa Teresa d'Avola, Tarquinio e Lucrezia, i Bersaglieri a Porta Pia, Marcello Mastroianni e Anita Ekberg, la morte di Remo e quella di Pasolini sono alcuni dei simboli scelti dall'artista per raccontare la città.

Kentridge  ha realizzato le figure utilizzando una tecnica che può definirsi per sottrazione; utilizzando delle sagome come stencil, ha pulito con idropulitrici la superficie -scurita dalla patina depositata negli anni-  intorno ad esse; le figure, una volta  rimossi gli stencil, sono così "emerse" come ombre scure proiettate sulla superficie, tornata chiara, del travertino.

Ma l'opera non durerà a lungo, il tempo previsto è massimo cinque anni; le figure poco alla volta si confonderanno nuovamente con lo sfondo, ed alla fine non saranno più leggibili.

Chi vuole vederle dovrà venire a Roma finchè si staglieranno nette sulla pietra. Nel frattempo potete osservare una panoramica dell'opera fotografata da Giulio Mentuccia.



After signing the equestrian statue made of corten steel and two large mosaics created by mosaic artist Constantino Aureliano in the Toledo station of Naples (that many international newspapers have called the most beautiful station in Europe) , the South African artist William Kentridge created another large urban scale work: "Triumphs and Laments".

Made in Rome, on the Tiber embankment between Ponte Sisto and Ponte Mazzini, at the height of Trastevere, and inaugurated on  April 21 2016, celebrates the Eternal City, between victories and defeats, by 80 gigantic representative figures,  as fragments found and willing to form a frieze 500 meters long, they will tell the story, not in chronological order but according to the artist's critical point of view  that starts from the thought "the triumph of someone always implies the defeat of someone else."

The Winged Victory that is shattered, a large portrait of the Duce, Santa Teresa d'Avola, Tarquin and Lucretia, the Bersaglieri in Porta Pia, Marcello Mastroianni and Anita Ekberg, the  Remo's death and that of Pasolini are some of the symbols chosen by the artist to tell the city.

Kentridge has realized the figures using a technique which can be defined by subtraction; using the templates as a stencil, the surface around them  was cleaned with pressure washers from darkened patina deposited in years; the figures, once removed the stencil, are so "emerged" like dark shadows on the surface, back clear, of travertine.

But the work will not last long, maximum five years; the figures will blend with the background, and a day you won't be able to read it yet.

Who wants to see it will have to come to Rome as long as they will stand out  sharply on the stone. In the meantime you can view a overview  photographed by  Giulio Mentuccia.















Bozzetti e studi di Kentridge esposti al Macro di Roma
Sketches and studies of Kentridge exposed at Macro in Rome






 La realizzazione dell'opera
The project execution works




Foto di Ecce Home dove non indicato diversamente.