sabato 16 marzo 2019

Dolce dormire

Come ogni anno l'ultimo venerdì prima dell'equinozio di primavera (nel 2019 il 15 marzo) è stata la Giornata Mondiale del Sonno.
Istituita a partire dal 2008 per farci riflettere sull'importanza di un buon sonno ristoratore è l'occasione per ricordarci quali sono le regole per dormire meglio.
Tra i fattori ambientali sicuramente la temperatura (tra i 18 ed i 22°C) e l'umidità sono quelli che maggiormente influiscono sulla qualità del sonno,  ma sono fondamentali anche l'ordine e la pulizia, nonché una piacevole disposizione dei mobili.
L'assenza di rumori e di luce sono invece  fattori la cui importanza varia da individuo ad individuo, e a seconda della fase del sonno in cui ci si trova.
Gli esperti sono concordi nell'affermare che gli apparecchi tecnologici (televisioni, computer e smartphone) non dovrebbero entrare in camera da letto, ma la domotica  può aiutarci a creare degli scenari di temperatura, luce, e suoni  per accompagnarci dolcemente verso il sonno e per assicurarci al mattino un risveglio ottimale.
Per quanto riguarda l'arredo, chi non ha mai sognato di dormire in un bel letto a baldacchino? A me piacciono quelli "minimal" che non appesantiscono visivamente l'ambiente e ben si adattano ad uno stile contemporaneo. E se voleste dare un tocco più personale, perché non osare un bel colore vivace?

Sweet sleep
As every year the last Friday before the spring equinox (in 2019 on March 15th) was World Sleep Day.
Established in 2008 to make us reflect on the importance of a good night's sleep, it is an opportunity to remind ourselves of the rules for sleeping better.
Temperature (between 18 and 22°C) and humidity are  the environmental factors those most influence the quality of sleep, but order and cleanliness are also essential, as well as a pleasant arrangement of the furniture.
The absence of noise and light are factors whose importance varies from individual to individual, and according to the phase of sleep in which one finds oneself.
Experts agree that technological devices (televisions, computers and smartphones) should not enter the bedroom, but domotics can help us create scenarios of temperature,light, and sounds to gently accompany us to sleep and to ensure optimal morning awakening.
As for the furniture, who has never dreamed of sleeping in a beautiful four-poster bed? I like the minimal ones that do not weigh down the environment visually and are well suited to a contemporary style. And if you wanted to give a more personal touch, why not dare a nice bright color?















foto da Pinterest

mercoledì 6 febbraio 2019

Frange!!!

C'é chi dice che il minimalismo sia superato; io penso invece che attualmente nell'ambito dell'arredamento e della decorazione ci sia una maggiore libertà (finalmente!), una maggior voglia di uscire dai rigidi schemi e di sentirsi liberi di seguire lo stile che più ci è congeniale.

Certo, se qualche anno fa ci avessero detto che sarebbe tornato di moda un elemento squisitamente decorativo e retrò come le frange -e le passamanerie in genere- forse non ci avremmo creduto.

Ma è proprio così, alle ultime fiere, come Maison & Object a Parigi, si sono viste frange ovunque.
Frange per poltrone, pouf, divani, ma anche per lampade, cuscini e perfino specchi, in tinta ma anche a contrasto. Alcuni esempi? Guardate le immagini qui sotto. (foto da Pinterest)


Fringes!!!

There are those who say that minimalism is overcome; I think instead that currently in the field of furniture and decoration there is greater freedom (finally!), a greater desire to get out of rigid patterns and feel free to follow the style that is most congenial to us.

Of course if a few years ago they had told us that an exquisitely decorative and retro element like the fringes - and the trimmings in general - would have come back into fashion - maybe we would not have believed it.

But that's right, at the last fairs, like Maison & Object in Paris, fringes were seen everywhere.

Fringes for armchairs, poufs, sofas, but also for lamps, cushions and even mirrors, in the same color but also in contrast. Some examples? See images below. (photo from Pinterest)























giovedì 10 gennaio 2019

About Ecce Home 2019


Ho deciso nel  primo post  del 2019 di parlare un po’ di me per chi non mi conosce.
Mi chiamo Susanna, sono architetto (architetta dovrei dire) e sono l’ideatrice di Ecce Home.
Dopo la laurea ho lavorato per molti anni per un importante studio di architettura di Roma e in seguito come responsabile dell’ufficio progettazione di un’impresa di costruzioni.
Adesso da free-lance ho l’aspirazione di mettere a disposizione dei miei clienti  le diverse competenze che negli anni ho acquisito.  
Nel 2014, spinta dalla mia passione per l’interior design ho aperto il blog Ecce Home, una sorta di diario in cui annoto tutto ciò che in questo campo mi colpisce, cercando di captare i trend e le novità, e dandone una mia visione personale. 
Di cosa mi occupo professionalmente? 
La progettazione architettonica (residenziale, commerciale ed uffici) per privati, società ed imprese è tra le mie attività prevalenti. Ma ovviamente cerco di assecondare anche la mia passione per la progettazione degli interni e per le ristrutturazioni. 
Vuoi saperne di più? vai qui




I decided in the first post of 2019 to talk a bit about me for those who still do not know me.
My name is Susanna, I'm an architect and I'm the creator of Ecce Home.
After graduating I worked for many years for an important architectural firm in Rome an after  as chief architect of a construction company.
Now as a freelance I have the aspiration to make available to my clients the different skills that I have acquired over the years.

In 2014, driven by my passion for interior design I opened the Ecce Home blog, a sort of diary in which I write down everything that strikes me in this field, trying to capture trends and news, and giving it my personal vision.

What do I do professionally?
Architectural design (residential, commercial and offices) for individuals, companies and businesses is among my main activities. But obviously I try to support my passion for interior design and renovation.
Would you like to know more? go here






mercoledì 12 dicembre 2018

Living Coral? Era nell'aria.


"Con l’invasione della tecnologia digitale e i social media sempre più parte integrante della nostra quotidianità, ricerchiamo esperienze autentiche e coinvolgenti che consentano di instaurare legami personali e intimità. Socievole e vivace, PANTONE 16-1546 Living Coral invita con la sua natura coinvolgente ad attività spensierate. PANTONE 16-1546 Living Coral simboleggia la nostra necessità innata di ottimismo e allegri passatempi e incarna il nostro desiderio di espressione giocosa."
Questa è la motivazione con cui Pantone ha eletto Living Coral colore dell'anno 2019.
La scelta del colore dell'anno come spiega Pantone è il frutto di un'attenta osservazione e valutazione delle tendenze negli ambiti più svariati (arte, cinema, moda, design ecc.).

E che le mille tonalità del rosa, dal "nude" fino al mattone (incluso ovviamente il corallo), fossero quelle più cool del momento, era nell'aria... e me ne ero accorta anche io.
Non ci credete? Leggete qui.



"With the invasion of digital technology and social media more and more an integral part of our daily life, we are looking for authentic and engaging experiences that allow us to establish personal bonds and intimacy." Sociable and lively, PANTONE 16-1546 Living Coral invites with its engaging nature to carefree activities.  PANTONE 16-1546 Living Coral symbolizes our innate need for optimism and happy pastimes and embodies our desire for playful expression"

This is the reason why Pantone has elected Living Coral color of the year 2019.
The choice of color of the year as Pantone explains is the result of careful observation and evaluation of trends in the most varied fields (art, cinema, fashion, design, etc.).
And that the shades from pink to brick were the coolest of the moment, I had noticed too.
Don't you believe it? Read here.



sabato 8 dicembre 2018

Del giardino giapponese #2

Come ho già scritto nel mio precedente post ho assistito ad una lezione presso l'Istituto di Cultura Giapponese a Roma del grande maestro Koukai Kirishima.

Il maestro ha spiegato che esistono due tipologie di giardino giapponese: Sakutei e Shakei.
Il giardino Sakutei è un giardino modellato con potature artificiali di sempreverdi ed alberi secolari (tra i caducifoglie si utilizzano solo gli aceri).

Il giardino Shakei invece si ispira alle forme reali della natura, evitando elementi artificiosi e privilegiando piante decidue  dal fusto snello.
Questo stile, che consente una maggiore libertà espressiva, è il più utilizzato negli odierni giardini privati.

Tra le curiosità che Koukai Kirishima ha raccontato mi ha colpito quella che l'albero maggiormente utilizzato nei giardini in "stile giapponese" realizzati all'estero (il Taxus cuspidata, "Niwaki") non è utilizzato frequentemente nei giardini in Giappone.




Il maestro, che ha realizzato molti giardini giapponesi fuori dal Giappone, ha spiegato che per avere un buon risultato bisogna tenere conto del luogo in cui si opera ed utilizzare piante locali non necessariamente tipiche del Giappone.

Di seguito mostro alcune foto del giardino giapponese realizzato a Roma presso l'Istituto di Cultura Giapponese dall'architetto Nakajima Ken, responsabile anche per l'area giapponese presso l'Orto Botanico di Roma.
Da notare l'utilizzo dell'ulivo pianta tipica del Mediterraneo.


About japanes garden #2
As I wrote in my previous post I attended a lesson at the Japanese Cultural Institute in Rome of the great master Koukai Kirishima.

The teacher explained that there are two types of Japanese garden: Sakutei and Shakei.
The Sakutei garden is a garden modeled with artificial pruning of evergreens and ancient trees (among the deciduous trees only maples are used).
The Shakei garden instead is inspired by the real forms of nature, avoiding artificial elements and favoring deciduous plants with a slender stem.
The latter, which allows greater freedom of expression, is the most used in today's private gardens.

Among the curiosities that Koukai Kirishima told,  I was struck by the fact that the most used tree in "Japanese style" gardens made abroad (Taxus cuspidata, "Niwaki") is not frequently used in gardens in Japan.

The master, who has created many Japanese gardens abroad, has explained that in order to have a good result we need to take into account the place where we work and use local plants not necessarily typical of Japan.


Below I show some photos of the Japanese garden made in Rome at the Institute of Japanese Culture designed by architect Nakajima Ken, also responsible for the Japanese area at the Botanical Garden of Rome.